Prima di affrontare l’ultima gara a medaglia, mi sono recato al driving range per una sessione di riscaldamento. Dopo appena venti minuti di swing, la monotonia ha preso il sopravvento: i colpi si sono fatti ripetitivi, la concentrazione è evaporata e la voglia di continuare è svanita. Ho concluso che, se non riesco a restare impegnato così poco tempo, difficilmente potrò mai migliorare. Il mio dubbio è chiaro: “Se mi annoio così in pochi minuti, non sarò mai un grande golfista”. Un pensiero che risuona in molti appassionati, ricordandoci quanto la disciplina mentale sia fondamentale per trasformare la pratica in progresso.
Boredom a 20 minuti dal tee: perché il golf non è per tutti